Dott.ssa Simona Chiari Psicologa Clinica

Psicoterapeuta ,Esperta in Psicologia Giuridica, Esperta in disturbi dell’apprendimento, Formatrice, Iscritta all’Ordine degli Psicologi della Lombardia con n. 10962

Chi sono

psicologa bresciaSono nata nel 1975 in un piccolo centro della provincia Bresciana dove ho trascorso un infanzia serena a contatto con la natura. Nella mia vita ho viaggiato molto, entrando in contatto con diverse realtà e diverse culture.

Negli anni dell’adolescenza, la vicinanza con una zia missionaria, mi ha permesso di vedere da vicino la sofferenza e di essere in prima linea nell’offrire cure e sostegno ai più bisognosi, ha inciso in maniera fondamentale sulla mia formazione.

La mia formazione

Mi sono diplomata presso l’istituto tecnico femminile di Firenze in Dirigente di Comunità e subito ho iniziato a operare nel sociale. Ciò che mi ha spinto a iscrivermi a Psicologia è stato l’incontro con Renato, un utente affetto da schizofrenia, incontrato durante uno stage dopo la maturità. Il bisogno di approfondire i meccanismi che sottostanno ai disturbi psicopatologici e il desiderio di entrare in relazione con persone che a causa della loro patologia sembrano così lontane e non contattabili ha rappresentato la molla che ancora oggi mi spinge ad aggiornarmi continuamente.

Mi sono laureata in psicologia clinica e di comunità presso l’università degli studi di Padova nel 2005. Gli anni dell’università sono stati bellissimi. Ero una studente lavoratrice, ho fatto i salti mortali per incastrare gli orari dei corsi agli orari del lavoro e dello studio. In quel periodo ho vissuto intensamente, ho incontrato docenti molto stimolanti che hanno aumentato ulteriormente la mia sete di conoscenza. Sento di essermi arricchita molto in quel periodo, conservo uno splendido ricordo della città di Padova dove ho vissuto a lungo.

Vista la mia fame di sapere e il mio desiderio di perfezionarmi, vista la mia voglia di crescere e non fermarmi mai ho intrapreso la strada della specializzazione in Psicoterapia. Ho scelto il centro di Terapia Cognitiva di Como (accreditato MIUR), dove mi sono specializzata nel 2011, perché corrispondeva alla mia visione di fare psicoterapia. Nello specifico mi hanno molto stimolata l’approccio legato alla teoria dell’attaccamento e l’approccio costruttivista.

Psicoterapia Cognitivo Costruttivista

Negli anni della specializzazione ho incontrato moltissimi docenti che mi hanno lasciato molto, non solo in termini di conoscenze, ma anche in termini umani. Tra loro, quello che maggiormente mi ha colpita, per competenze e professionalità è stato il Professor Gianni Liotti, che si occupa di attaccamento e trauma.
L’approccio costruttivista e la teoria dell’attaccamento sono quelli che utilizzo in psicoterapia. La teoria dell’attaccamento, con le sue solide basi, mi permette di cogliere aspetti importanti del modo in cui le persone (adulti e bambini) entrano in relazione tra loro. Nella pratica clinica, per il buon esito della psicoterapia è importante individuare i prototipi dell’attaccamento adulto che caratterizzano i pazienti perché ciò permette di armonizzare le dinamiche interpersonali e intrapsichiche che sottostanno ai modelli di attaccamento insicuri, e di fornire al paziente strumenti più adeguati per guardare al suo mondo interno e relazionarsi agli altri.
Il costruttivismo si basa sul presupposto che ogni volta che le persone formulano un pensiero hanno una percezione o danno un giudizio, fanno un’azione costruttiva, ovvero costruiscono attivamente la loro esperienza personale, la loro realtà. Secondo questo approccio non c’è un’unica realtà, un unico modo di percepire ciò che ci accade, ma esistono diverse versioni della realtà tante quante sono le persone che la stanno “costruendo” in quel momento. Ogni persona costruisce la realtà in base ai propri vissuti, valori, credenze e schemi personali. E gli schemi personali posso diventare limiti perché se una persona è convinta che non imparerà mai a nuotare, non si cimenterà mai in tale attività, andando a confermare la (falsa) credenza che di non essere in grado di farlo. Allo stesso modo le idee e le convinzioni attraverso le quali costruiamo la realtà possono causarci disagio limitando la nostra libertà (ad esempio, recentemente un paziente in studio ha affermato: “con il carattere che mi ritrovo non potrò mai fare nulla nella vita”). Lo stesso accade quando le persone non riescono a integrare i vissuti e le emozioni nella propria storia personale. Secondo l’approccio costruttivista non è la realtà a porre limiti all’uomo o a causare sofferenza, ma il modo di porsi davanti ad essa. In questo senso la psicoterapia permette di riconoscere gli schemi mentali disadattivi con cui le persone costruiscono la propria realtà e scoprire quali risorse elicitare per favorire il cambiamento.

Psicologia Giuridica

Nel 2011 l’incontro con un collega, Giudice Onorario del Tribunale per i Minorenni di Brescia, ha aperto l’orizzonte della psicologia giuridica. A quel tempo lavoravo già in consultorio dove trattavo casi legati alla tutela minori, il connubio è stato appassionante e mi ha portato ad iscrivermi al master in Psicologia Giuridica dell’Istituto di Psicologia Psicoanalitica di Brescia. Nel 2012 ho conseguito l’attestato di Esperta in Psicologia Giuridca – ambito civile. L’ambito giuridico e la terapia con i pazienti sono i due aspetti del mio lavoro che più mi appassionano e mi coinvolgono, spingendomi ad un aggiornamento continuo e costante.
Diventata CTU per il tribunale Civile di Brescia, mi occupo dell’affidamento dei minori nelle cause di separazione e divorzio. Quando la coppia genitoriale arriva alla mia consultazione, su invio del tribunale, la situazione è solitamente estremamente conflittuale, gli adulti sono molto provati e i bambini gravemente sofferenti. Il mio compito in questo contesto è aiutare le persone a trovare la soluzione più adeguata nel solo ed esclusivo interesse del minore; ciò significa che la cosa più importante, per il giudice e per me, è il benessere dei bambini. Spesso all’interno del conflitto i genitori non si rendono conto che strumentalizzare i bambini al fine di ferire l’altro non fa altro che far male ai propri figli. I bambini desiderano solamente avere un padre e una madre, a loro non interessa nient’altro. Questa prospettiva purtroppo agli adulti sfugge, e il bambino diventa un oggetto conteso, una sorta di trofeo che deve essere vinto a tutti i costi da uno dei due. I bambini in queste situazioni soffrono molto, spesso non lo dimostrano, aderendo pedissequamente alle aspettative degli adulti (madre e padre), assumendo atteggiamenti diversi, a volte anche contrapposti, quando si trovano con uno o con l’altro genitore. Tutto ciò per non deludere mamma e papà, e soprattutto per evitare il rischio di perderli. Collaborando con consulenti di parte ed avvocati, so che il mio compito è aiutare la coppia genitoriale perché, seppur separati e non più innamorati, madre e padre restano comunque una coppia genitoriale, perciò so di dovergli far cogliere la sofferenza del bambino e il suo bisogno/diritto di accedere a entrambi i genitori, per ristabilire un equilibrio necessario al benessere di tutti.

Disturbi dell’Apprendimento

Nel 2013, a seguito dell’incremento delle richieste di valutazione per i bambini con disturbi specifici dell’apprendimento, ho frequentato il master in Disturbi dell’Apprendimento e del Comportamento in Età Evolutiva, dando vita all’equipe per la valutazione e la diagnosi dei disturbi dell’apprendimento del Centro Clinico Clarense. L’equipe è autorizzata dall’ASL ad effettuare attività di prima certificazione diagnostica valida ai fini scolastici secondo quanto previsto dalla Legge 170/2010. Ad oggi la mia equipe conta sette elementi (due psicologhe, quattro neuropsichiatre, una logopedista), in modo da poter soddisfare tutte le richieste che arrivano in modo tempestivo; il nostro punto di vanto è di garantire la valutazione entro un mese dalla richiesta.
I disturbi dell’apprendimento hanno un origine neurologica, è come se alcuni processi mentali nei bambini con questo disturbo seguissero dei “circuiti” diversi rispetto alla popolazione non affetta da DSA. È importante sottolineare come l’ambiente circostante (contesto familiare e scolastico) incidano in modo importante nell’amplificare o contenere il disturbo. Il bambino è il primo a sperimentare la propria difficoltà, ancora prima che il contesto che lo circonda se ne renda conto, e i continui insuccessi scolastici generano un senso di frustrazione e impotenza andando ad aumentare il disagio emotivo che si ripercuote negativamente sulla motivazione allo studio. Individuare precocemente un disturbo dell’apprendimento permette ai bambini di avere un vissuto positivo legato alla scuola e di incidere in modo importante sul loro futuro.

Centro Clinico Clarense

Insomma, da quanto scritto fin’ora si sarà capito che mi piace circondarmi di colleghi validi ed esperti, anche in ambiti differenti dal mio, in modo da potermi confrontare e mettermi in discussione. Ma con il passare degli anni, il mio studio era diventato troppo piccolo per poter coltivare tutte le collaborazioni professionali che mi venivano proposte; così, nel 2011 ho fondato il Centro Clinico Clarense (www.centroclinicoclarense.it). del quale sono direttore scientifico. Oggi il centro conta al suo interno, oltre alla sottoscritta dieci collaboratori tra i quali quattro psicoterapeuti, una logopedista, un nutrizionista , un fisioterapista-osteopata, un avvocato e una neuropsichiatra. Al Centro trattiamo tutti i tipi di psicopatologia, con trattamenti individuali, di coppia o della famiglia. Questo grazie alla presenza di più professionisti con orientamenti diversi. È proprio dall’incontro tra diversi approcci che tutti abbiamo la possibilità di arricchirci e crescere professionalmente.

Formazione

Lasciatemi fare un salto indietro nel tempo. All’inizio di questa presentazione, ho scritto che negli anni dell’adolescenza, la vicinanza con una zia missionaria, mi ha permesso di vedere da vicino la sofferenza e di essere in prima linea nell’offrire cure e sostegno ai più bisognosi. La prima di queste esperienze, all’età di diciassette anni, mi ha portato a fare volontariato nella Residenza Sanitaria Per Anziani della Fondazione Martinelli Granata Piantoni Onlus di Cologne (BS).
Un giorno di vent’anni dopo, sono stata contattata dal direttore della stessa Fondazione; aveva un ottimo ricordo del mio impegno e conosceva i miei trascorsi scolastici e professionali. Aveva bisogno di una psicologa per un progetto.
Negli anni successivi la collaborazione si è estesa, e per la Fondazione mi occupo di formazione del personale sanitario e dei volontari, sono inoltre responsabile dei tirocinanti per l’area psicologia-psicoterapia.
Nella formazione con gli operatori lavoriamo sul concetto di comunicazione, empatia, gestione dei conflitti, trattiamo il tema del lutto, l’approccio al paziente demente e molto altro.
Con i volontari l’approccio parte dal fornire conoscenze di base sulla comunicazione, su come approcciarsi alle persone malate, sul sostegno alla sofferenza, sulla coesione del gruppo, la gestione dei conflitti, ecc…
Durante la formazione, alle lezioni frontali preferisco la partecipazione attiva delle persone, perciò utilizzo tecniche quali il role-play, la discussione attiva, la riflessione di gruppo, il lavoro a piccoli gruppi, ecc…

Durante l’esperienza di formatrice maturata nel corso degli anni, anche con il consultorio, ho appreso che si ottengono molti più risultati e che le persone si sentono molto più arricchite se la formazione è attiva, dinamica e coinvolgente.

Tutor di tirocinio

Essere tutor di tirocinio è un altro aspetto molto gratificante del mio lavoro, crescere piccoli psicologi in erba mi diverte moltissimo: mi fanno molta tenerezza con tutte le insicurezze che si portano dentro, ricordandomi ogni volta come mi sentivo io quando ero come loro. Se è vero che non si smette mai di crescere e di imparare, è vero che le sensazioni della “prima volta” rimangono impresse nella memoria con un misto di tenerezza e nostalgia.

Consultorio

Gli anni del consultorio sono stati intensi, formativi e gratificanti. Mi hanno permesso di confrontarmi su diversi ambiti: dalla tutela minori alla terapia famigliare, dalle consulenze individuali con adolescenti e adulti alla formazione, dall’organizzazione del personale alla gestione dei contatti con la rete territoriale.
Dal 2010 a metà del 2011 sono stata responsabile dell’area psico-sociale del consultorio familiare “Il Faro” di Palazzolo s/O dove, oltre vedere pazienti con diverse psicopatologie, ho coordinato il personale e intrattenuto relazioni con gli enti esterni (scuole, altre strutture sanitarie, servizi sociali, comuni, ecc.). Successivamente mi è stato proposto di diventare responsabile di un consultorio che doveva ancora nascere, impresa nella quale mi sono cimentata volentieri, desiderosa di far parte di un progetto così importante.
Così da giugno 2011 a dicembre 2013 sono stata responsabile dell’area psico-sociale del consultorio familiare di Pisogne. È stata una sfida importante che mi ha permesso di far nascere e crescere una nuova realtà in un contesto complesso come quello della Valle Camonica. Nel corso di quegli anni ho costruito una rete di relazioni tra il consultorio e le diverse strutture presenti sul territorio, ho continuato a vedere pazienti e mi sono occupata di formazione. Dal 2014, visto l’aumento degli impegni legati al Centro Clinico Clarense, al consultorio mi sono dedicata esclusivamente all’attività clinica e alla formazione.
Ho lasciato definitivamente il consultorio nel marzo del 2015 quando gli impegni legati al mio ruolo di CTU (consulente tecnico d’ufficio) per il Tribunale Ordinario di Brescia sono aumentati a tal punto da obbligarmi a lasciar andare qualcosa.

Conclusioni

Mi piace cimentarmi in nuove realtà, sperimentarmi e aumentare le mie competenze. Mi piace mettermi in discussione e confrontarmi con i colleghi più anziani, dai quali cerco sempre di apprendere qualcosa di nuovo. Il lavoro come CTU mi permette di confrontarmi e di conoscere colleghi con diverse esperienze e diverse formazioni e questo mi arricchisce moltissimo sia dal punto di vista personale che professionale.
L’esperienza più importante, in questo senso, è stata quella vissuta con il Professor Giovanni Battista Camerini (neuropsichiatra infantile e psichiatra, docente di psichiatria forense dell’età infantile presso la Sapienza di Roma e l’università di Padova) che ho seguito in alcune perizie dove ho potuto apprendere moltissimo. È proprio vero che l’esperienza vissuta in prima persona non ha confronto con quanto si possa apprendere da un libro.

Nel 2009 mi sono occupata di sostegno e consulenza psicologica, di consulenza famigliare collaborando con diversi studi legali della zona, di interventi psico-educativi sulla sessualità e sulle dipendenze agli adolescenti.

psicologa a bresciaNel 2008 ho collaborato con il CPS (centro psicosociale) di Legnano occupandomi di sostegno e consulenza psicologica. Erano ancora gli anni della specialità, nei quali, dopo aver conseguito la laurea si diventa psicoterapeuti. In questo contesto mi sono arricchita molto rispetto alla capacità di formulare diagnosi psicopatologiche, lavorare in equipe multidisciplinare e intrattenere relazioni con la rete territoriale per il benessere psicofisico degli utenti.

Sempre durante gli anni della specializzazione, nello specifico a partire dal 2008, ho partecipato ad un progetto di ricerca, tutt’ora in essere, che si pone l’obiettivo di valutare la paura di cadere nella popolazione anziana e di prevenire le cadute utilizzando la tecnica dell’imagery. Il progetto è nato da una partnership tra il Centro di Terapia Cognitiva di Como e l’Ospedale Beata Vergine di Mendrisio (Svizzera).
Il gruppo di ricerca è costituito da geriatri, psicoterapeuti e fisioterapisti che valutando l’aspetto cognitivo, psicologico e funzionale individuano le criticità motorie e psicologiche che incidono sull’andatura. Nello specifico la tecnica dell’imagery punta ad aumentare il senso di autoefficacia percepita durante la marcia andando a diminuire l’ansia e la paura legate alla possibilità di cadere. I dati raccolti finora sul nostro campione sembrano dimostrare che questa tecnica è efficace nel ridurre le cadute.
Negli anni che sono seguiti alla laurea in Psicologia Clinica, prima di iniziare la specialità, mi sono occupata di fornire sostegno psicologico ai pazienti oncologici dell’ospedale di Legnano (MI) attraverso incontri individuali con pazienti e parenti e incontri di gruppo per pazienti mastectomizzate e pazienti colonstomizzati. Sempre in quegli anni mi sono occupata di sostegno a persone affette da malattie croniche invalidanti e ai loro famigliari. In questo contesto ho effettuato ed effettuo tuttora visite a domicilio.

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