Cosa è il mal di vivere?
Il mal di vivere è un’esperienza emotiva complessa, spesso caratterizzata da un senso di insoddisfazione, apatia, tristezza, o vuoto interiore. Affrontarlo richiede un approccio che combina consapevolezza, supporto e strumenti pratici, e la psicoterapia può essere un alleato fondamentale in questo percorso.
I passi da compiere per affrontare il mal di vivere
La prima cosa da fare è riconoscere e accettare il problema: accorgersi del disagio e accettarlo senza giudicarsi, e senza entrare in un atteggiamento vittimistico. Evitare di negare o minimizzare ciò che si prova permette di iniziare un percorso di cambiamento. È di fondamentale importanza riconoscere di aver bisogno di aiuto e non vergognarsi per questo.
Condividere i propri sentimenti con una persona fidata aiuta a non sentirsi soli e a normalizzare il proprio stato d’animo. L’aiuto dello psicoterapeuta, che non giudica, ma aiuta ad avere una visone chiara della problematica diventa fondamentale per trovare uno spazio accogliente nel quale aprirsi.
Piccoli gesti quotidiani di cura personale (es. alimentazione equilibrata, attività fisica, dormire adeguatamente) possono migliorare il benessere psicofisico e l’identificare attività, interessi o relazioni che diano scopo e valore alla propria vita è fondamentale. Questo processo può richiedere tempo, ma è essenziale.
La psicoterapia a supporto del percorso
La psicoterapia è uno strumento prezioso per affrontare il mal di vivere, perché aiuta a esplorare le cause profonde. Attraverso la guida esperta del terapeuta la persona arriva a comprendere i motivi dietro il disagio, che spesso possono essere legati a esperienze passate, conflitti interiori, o situazioni di stress.
La psicoterapia inoltre fornisce strumenti per gestire le emozioni, come la mindfulness, la ristrutturazione cognitiva o il problem-solving che aiutano a sviluppare strategie pratiche per affrontare le difficoltà quotidiane.
Lo scopo è favorire il cambiamento di prospettiva, attraverso il dialogo, la terapia aiuta a reinterpretare pensieri negativi o disfunzionali, aumentando la consapevolezza di sé e promuovendo una visione più positiva della vita. Il luogo sicuro, privo di giudizio della stanza di psicoterapia, permette di esprimere liberamente emozioni e pensieri. Questo processo è spesso liberatorio e curativo.
Il mal di vivere può sembrare un peso insormontabile, ma è possibile affrontarlo con il giusto supporto. La psicoterapia non solo offre strumenti concreti per gestire il disagio, ma permette anche di riscoprire un senso di equilibrio e serenità. Se ti senti sopraffatto, non esitare a contattarmi: è un atto di coraggio e cura verso te stesso.
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Psicologa clinica e psicoterapeuta a indirizzo cognitivo costruttivista, esperta in psicologia giuridica, CTU per il Tribunale di Brescia, formatrice. Si occupa di disturbi d’ansia, disturbo ossessivo-compulsivo, disturbi dell’umore, disturbi dell’apprendimento.
Ciao, io sono Simona. Sono psicoterapeuta, psicologa giuridica e coordinatore genitoriale. Mi occupo di consulenze tecniche d’ufficio per il Tribunale Ordinario e per il Tribunale per i Minorenni di Brescia, e sono ausiliario del PM per la Procura della Repubblica di Brescia.
Nel tempo libero amo respirare viaggi e nutrirmi di arte. Amo fare lunghe passeggiate in natura, sola o con i miei figli. Non rifiuto mai una buona cena in compagnia degli amici più cari.
Buonasera dottoressa da circa un anno soffro di ansia paura del lavoro disturbi del sonno dormo poco e quando mi sveglio la mente pensa sempre il peggio e mi è difficile riaddormentarmi ho 72 anni sposato con una figlia nessun problema reale ma sto diventando sempre più apatico la routine mi stressa…su consiglio di un medico dermatologo da una settimana prendo 5 gocce di Citalopram….e mi sento molto peggio di prima è perché sono all’ inizio…sarei grato di un suo consiglio…. ultima cosa da parte materna c’è una seria storia di depressione grazie
Gentile Renato, grazie per aver condiviso la sua situazione con tanta sincerità. I sintomi che descrive: l’apatia, il sonno disturbato, il pensiero catastrofico al risveglio e la sensazione di “blocco”, rappresentano un carico emotivo notevole, specialmente quando sembrano stridere con una vita apparentemente priva di problemi reali. Il mio consiglio è di non affrontare questo percorso da solo. Oltre alla terapia farmacologica, potrebbe esserle di grande aiuto un percorso di supporto psicologico. Parlare con un professionista le permetterebbe di: dare un senso all’apatia, gestire l’ansia del lavoro e coinvolgere la famiglia per un aiuto concreto. Non si scoraggi per questo inizio faticoso con il farmaco, il primo passo è chiedere aiuto e lo ha già fatto.