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Dottoressa, sono sfinita! mio figlio non dorme! Quando aveva 3 mesi mi dicevo di pazientare, che era ancora piccolo e che col tempo si sarebbe regolarizzato, poi l’ho pensato anche quando stava mettendo i dentini … ma adesso di mesi ne ha 9 e ancora non dorme tutta la notte! Io ho ripreso a lavorare e al pomeriggio mi è impossibile recuperare qualche ora di sonno. Mio marito mi aiuta come può, ma quando il bambino si sveglia di notte vuole me. In più la situazione al lavoro è molto pesante… quando torno a casa sono nervosa perché al lavoro ci sono problemi e quando sono al lavoro sono nervosa perché a casa non dormo… Non ce la faccio più, sono esausta…

Sandra R., 33 anni

 

Chi con un bambino non ha sperimentato periodi più o meno lunghi in cui il piccolo non dormiva?! È assolutamente vero che i bambini nei primi mesi di vita debbano “prendere le misure” nel nuovo mondo, così come è vero che attraversino periodicamente delle fasi (i dentini, l’inserimento al nido,…) che possono disturbare il loro sonno.

 

A causa dell’immaturità del sistema nervoso, i bambini molto piccoli hanno una fisiologia diversa dal sonno adulto, per cui è normale che abbiano frequenti risvegli; la differenza è fatta dalla capacità acquisita di sapersi addormentare in autonomia e riaddormentare.

 

Solitamente da 0 a 3 anni i problemi/disturbi del sonno riguardano la regolazione degli stati fisiologico-emotivo-sociali del bambino da parte del genitore e le dinamiche relazionali. Si può quindi parlare di “problema” quando il bambino:

  • ha tempi di addormentamento lunghi
  • si sveglia durante la notte e fatica a riprendere sonno
  • si sveglia ad ogni rumore
  • necessita della presenza di un adulto per riaddormentarsi

 

In questi casi può essere utile richiedere una consulenza per affrontare le difficoltà legate al sonno del proprio figlio.

 

Signora Sandra, si faccia aiutare da suo marito: iniziate a mettere a letto il bambino insieme la sera e gradualmente lo faccia fare qualche volta solo a suo marito, così che il bambino non associ più solo lei alla “nanna” ma entrambi. In questo modo anche la figura del papà sarà tranquillizzante in caso di risveglio notturno e sarà più facile che il piccolo accetti di riaddormentarsi col padre

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