Tempo stimato di lettura: 3 minuti

Veglia vs sonno

Il cervello è in uno stato di veglia, mediamente, circa 16 ore al giorno, e, per circa 8 ore (in un giovane anche di più) il cervello adulto cambia modalità di funzionamento, entrando in regime di funzionamento notturno.
Il regime di funzionamento cerebrale nello stato di sonno, coinvolge aree neuronali totalmente differenti da quelle attive nello stato di veglia.
Capire come e perché, nelle ore di sonno il cervello funziona in modo così diverso nello stato di veglia, è il primo passo per una teoria del sonno fondata sul funzionamento cerebrale.

Le funzioni del cervello durante lo stato di veglia

Le funzioni della veglia sono multiple integrate tra loro, tutte orientate alla risposta adattiva agli stimoli ambientali, il che, in sintesi significa che il cervello è per sua natura predisposto a scegliere il comportamento migliore per rispondere alle situazioni che la vita propone.
Le aree e i circuiti attivi durante lo stato di veglia permettono al cervello la risposta alle sfide ambientali tramite l’esercizio della volontà e dell’attenzione, entrambe necessarie, la prima per mettere in moto l’impulso decisionale e la seconda per avere gli elementi necessari per prendere la decisione più adatta.
L’attenzione serve per accogliere gli stimoli esterni, ma, immediatamente dopo, è necessaria la decifrazione delle emozioni che quegli stimoli hanno prodotto, senza la quale non è possibile fare la scelta corretta. Infatti, quando per qualche motivo c’è un blocco, inibizione, confusione o quant’altro a carico delle emozioni e funziona solo la valutazione razionale, ogni decisione diventa problematica.

L’analisi solo razionale di origine neocorticale troverà sempre elementi pro e contro che si bilanciano e si annullano a vicenda, rendendo impossibile all’area premotoria supplementare la costruzione di un progetto adattivo di risposta intenzionale.
La valutazione emotiva dei dati provenienti dagli stimoli sensoriali, organizzati automaticamente in percezioni, consente la metacognizione. Solo a questo punto il cervello è in grado di scegliere, dopo il confronto dei nuovi dati con il suo archivio amnestico, la soluzione migliore tra pro e contro.

Il ruolo della memoria episodica nelle funzioni di veglia

La memoria non è un album fotografico né una collezione di video che riproducono fedelmente la realtà vissuta,
Il cervello scompone l’evento vissuto in tanti elementi che vanno a collocarsi in aree anatomiche diverse, associandosi, secondo criteri semantico adattivi, a dati già presenti. In fase di recupero la ricodifica non ricostruisce l’evento originario, ma riunisce gli elementi rilevanti dell’evento recente con gli elementi correlabili alle esperienze pregresse, archiviati in memoria. Sia gli episodi ad alta tonalità affettiva negativa, sia quelli ad alta tonalità affettiva positiva, restano in memoria, opportunamente scomposti e archiviati, per conservare e indicare dati utilizzabili in chiave adattiva per future strategie.
L’enorme mole di episodi insignificanti viene rapidamente eliminata dalla memoria, con l’evidente funzione di liberarsi di inutili scorie.
Le memorie di episodi contraddistinte da effettività negativa conservano ciò che ha creato sofferenza e il soggetto non è riuscito né a evitare né a elaborare. Il cervello ne ritiene necessaria la conservazione, per elaborarle al momento opportuno, onde evitare future analoghe sofferenze.
Le memorie contraddistinte da affettività positiva conservano ciò che ha creato benessere, contengono le risorse della personalità che hanno prodotto quel benessere e il cervello, conservandole, le capitalizza come possibile fonte rinnovabile di benessere.

Il cervello nello stato di veglia è perennemente capace, per sua stessa natura, di elaborare informazioni in chiave adattiva e tale elaborazione avviene sia in modalità cosciente, sia sotto la soglia di coscienza. Le informazioni passate e recenti provenienti da stimoli esterni, anche registrati in episodi differenti, sono memorizzate e assemblate secondo un criterio semantico soggettivamente rilevante che le predispone a essere utilizzate nel migliore dei modi per future strategie.

Nel caso in cui le memorie contraddistinte da emotività negativa non fossero state sufficientemente elaborate e rendessero la tua vita difficile, non esitare a contattarmi, ricevo anche online. Con la terapia EMDR abbiamo ottime probabilità di aiutarti a ritrovare benessere e serenità.

5/5 - (5 votes)
Share This