Chiara ha 36 anni e, vista dall’esterno, aveva raggiunto tutte le tappe della “normalità”: un matrimonio sereno, una casa accogliente e, recentemente, la gioia di una bambina. Ma proprio quando la sua vita avrebbe dovuto essere colma di felicità, è stata travolta da un terrore paralizzante.
La sua storia è radicata in un passato che poche persone possono immaginare: l’abuso subito dal padre a partire dall’età di quattro anni. Un trauma infantile così precoce e sistematico non scompare, si incista. Crea una frattura profonda nel senso di sé, nella fiducia verso gli altri e nella percezione del proprio corpo come un luogo sicuro. A rendere il dolore ancora più complesso era la presenza silenziosa e dolorosa della madre, che, pur sapendo, non era riuscita a proteggerla.
Ho passato la vita a fingere che fossi intera. Sono andata avanti con le mie relazioni, il mio lavoro. Credevo di aver “seppellito” il passato. Ma non era morto, stava solo aspettando il momento giusto per esplodere.
Il Crollo nel Momento della Massima Vulnerabilità
Il momento dell’esplosione è arrivato con la nascita della sua bambina. Il vedere quella piccola, indifesa creatura, totalmente dipendente da lei, ha agito come un detonatore emotivo. Non era la depressione post-parto. Era la paura assoluta e totalizzante: paura di trasmettere il trauma, il terrore di essere una madre danneggiata e, in qualche modo, di passare quel dolore o quella vulnerabilità alla figlia.
L’incubo più nero era che la bambina potesse subire gli stessi abusi. Ogni interazione, ogni tocco, ogni momento di cura era velato dal panico, che si manifestava come un’incapacità di relazionarsi serenamente con la sua stessa creatura. Chiara ha perso completamente il controllo. Si sentiva inadeguata, sporca e incapace di amare la figlia, temendo che la sua vicinanza potesse rappresentare un pericolo anziché una protezione.
Il Percorso Terapeutico: l’EMDR
A differenza di molti pazienti che arrivano dopo anni di tentativi infruttuosi, Chiara, grazie al supporto del marito e alla lucidità del suo medico, ha avuto la forza di cercare subito un aiuto specifico per il trauma. La sua terapia è stata incentrata sull’EMDR (Eye Movement Desensitization and Reprocessing).
Quando il trauma è radicato nell’infanzia e coinvolge una profonda violazione dei confini e della fiducia, l’EMDR è particolarmente efficace perché agisce direttamente su come il cervello ha immagazzinato quelle memorie dolorose. Attraverso la stimolazione bilaterale guidata, Chiara ha iniziato a sciogliere i ricordi traumatici, che erano rimasti congelati in uno stato emotivo di terrore infantile, bloccati nelle sue reti neuronali.
Rielaborare il senso di colpa
Ha riprocessato il senso di colpa: la convinzione profonda di essere “colpevole” o “difettosa” è stata rielaborata. Il senso di colpa nelle bambine o nei bambini abusati è spesso un meccanismo di difesa necessario alla sopravvivenza: è più tollerabile sentirsi “sbagliati” (e sperare di correggersi) piuttosto che riconoscere il proprio genitore come pericoloso o folle. Con l’EMDR la mente adulta riesce finalmente a distinguere la propria identità di oggi dalla vittima impotente di allora, realizzando razionalmente ed emotivamente che la bambina non aveva scelta né responsabilità, restituendo così la colpa interamente all’aggressore.
Chiara ha potuto piangere la bambina che non è stata protetta, senza che il dolore distruggesse la madre che voleva essere. Ha potuto integrare l’esperienza nel suo passato, liberandola dal suo presente.
La Guarigione: Abbracciare la Maternità con Forza
Oggi, Chiara è la madre che ha sempre desiderato essere. Non ha dimenticato il suo passato, ma non ne è più schiava. L’EMDR non ha cancellato gli eventi, ma ha rimosso la loro carica emotiva tossica. La paura di trasmettere il trauma è stata sostituita dalla consapevolezza della sua resilienza.
Quando tengo in braccio mia figlia, sento ancora la responsabilità, ma non più il panico. La mia guarigione non è solo per me, è il mio atto di protezione più grande verso di lei. Le insegno che il dolore si può affrontare e la vita si può ricostruire. Io ho ripreso il controllo sulla mia storia.
La storia di Chiara è un monito potente: i traumi più antichi e silenziosi possono emergere con forza nei momenti di transizione cruciali, specialmente la maternità. Ma è anche la prova che l’intervento mirato può sanare anche le ferite più profonde, permettendo al vero sé, forte e capace di amare, di emergere. Se la maternità o altri eventi di vita hanno scatenato vecchi traumi, non sei sola/o. Cercare aiuto specifico per l’elaborazione del trauma è un atto di coraggio e amore verso sé stessi, quindi non esitare a contattarmi.
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Psicologa clinica e psicoterapeuta a indirizzo cognitivo costruttivista, esperta in psicologia giuridica, CTU per il Tribunale di Brescia, formatrice. Si occupa di disturbi d’ansia, disturbo ossessivo-compulsivo, disturbi dell’umore, disturbi dell’apprendimento.
Ciao, io sono Simona. Sono psicoterapeuta, psicologa giuridica e coordinatore genitoriale. Mi occupo di consulenze tecniche d’ufficio per il Tribunale Ordinario e per il Tribunale per i Minorenni di Brescia, e sono ausiliario del PM per la Procura della Repubblica di Brescia.
Nel tempo libero amo respirare viaggi e nutrirmi di arte. Amo fare lunghe passeggiate in natura, sola o con i miei figli. Non rifiuto mai una buona cena in compagnia degli amici più cari.